Agosto 4, 2020 Filippo Angeloni

ETF su banche europee ed italiane: conviene investire?

(trovi i migliori etf a fine articolo)

E’ ormai da molti anni che i titoli bancari performano molto male.

N.B. le banche sono aziende non enti caritatevoli come si pensa in italia, non esiste più la favola del too big to fail…

Chi ha investito in azioni di banche italiane (ma anche europee) si è sicuramente “scottato”. Basta guardare questo grafico Unicredit per farsi un’idea…

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Diverso invece il caso delle obbligazioni bancarie (salvo chiaramente obbligazioni di banchette fallite come MPS, Etruria, Carige ecc…).

Chi ha investito in obbligazioni valide di banche “decenti” (mi viene da ridere a dirlo) ha portato a casa buoni profitti con il tempo.

Nella scrittura di questo articolo cercherò di rimanere il più oggettivo possibile, tieni conto però che sto scrivendo questo articolo in vacanza, mi trovo in una spiaggia tropicale, grazie al fatto di aver scelto di investire in Bitcoin.

Le decisioni che prendiamo nella nostra vita, possono essere molto potenti.

Anni fa uscito dall’università ho rischiato di lavorare per UBI banca… alla fine deluso da un colloquio lavorativo andato male ho deciso di “combattere” il mondo bancario (non mi è mai piaciuto), mi sono messo in proprio ed ho deciso di entrare nel mondo Bitcoin come alternativa al mondo bancario.

Come puoi immaginare mi è andata molto bene al momento 😉

Se sono qua a riderci ed a scherzarci sopra (dovrei ringraziare quel selezionatore di UBI) lo devo a quella esperienza (che al tempo provocò in me una forte delusione)

E’ strano come i peggiori momenti della nostra vita, si rivelano essere delle benedizioni scese dal cielo con il passare del tempo…

Ad ogni modo se mi conosci sai che parteggio per Bitcoin, cercherò di essere più oggettivo possibile, (non so se riuscirò ad esserlo) ma è bene che tu legga anche altri articoli su ETF bancari prima di decidere se investirci o meno.

Scusa se ti ho tediato, cominciamo…

Di sicuro dobbiamo ammettere che i titoli bancari:

  • forniscono ottimi dividendi, si viaggia sopra al 8% annuale (almeno in europa. Intesa Sanpaolo attualmente sopra al 10%) occhio però a lasciarsi ingolosire da dividendi così alti, i prezzi azionari possono calare e la BCE può pronunciarsi sul rilascio dei dividendi.
  • i multipli di bilancio ed i fondamentali delle banche sono davvero bassi (teoricamente buono per un investimento, leggi anche P/E, P/B)
  • le banche hanno certamente subito il fatto dei tassi di interesse in discesa da ormai 40 anni (in bilancio pesa questo fattore)
  • tante banche si ritrovano con crediti deteriorati ed immobili che non valgono più nulla
  • I tempi stanno cambiando, non servono più tutte le filiali del passato e tutti gli sportellisti di un tempo. ( Sono anni che lo dico, nessuno ci credeva, ma ora tutte le banche hanno iniziato a tagliare filiali e personale)
  • le banche sono sotto attacco da tutti i fronti non solo dalle criptovalute ma anche da società fintech
  • Il risparmio gestito (ottima fonte di ricavo per le banche), verrà messo a dura prova da robo-advisor. (finirà la pacchia pure in Italia)
  • Anche nel campo dei prestiti, sono nate alternative al settore bancario (lending P2P, società fintech, cefi, defi)
  • Lavorare in banca non è più come una volta (basta guardare a benefits, stipendi e “diritti”, chi lavora ed ha lavorato in banca lo sa bene, inutile dire di no)
  • Al momento qualche titolo bancario USA si è “salvato” vedi JP morgan
  • il mercato sta dando ragione a chi è contro le banche (non per presa di posizione) ma per i rischi competitivi che le banche si trovano ad affrontare

Conviene investire sulle banche?

Secondo me no.

E’ vero… i prezzi sono bassi, ma anche i rischi per me sono molto alti.

Dobbiamo chiederci, le banche stanno generando davvero valore per i propri clienti?

E’ questo che fa la differenza alla fine… secondo me no.

Secondo me le banche non generano valore ne nel risparmio, ne nell’investimento, ne nei prestiti. (nei loro rispettivi campi alla fine dei giochi…)

Anzi in Italia trattano il cliente come un pollo da spennare, es Fideuram per Intesa San Paolo, Unicredit ecc ecc… (vedi il mio articolo gestione attiva vs gestione passiva)

Alla lunga se non tratti bene il tuo cliente, e non generi valore per lui (ma anzi lo spenni) alla fine lo perdi… Persino in Italia con un livello di alfabetizzazione più basso di paesi africani ( con il massimo rispetto)

Chiediti sono davvero il futuro le banche?

Proviamo a vedere qualche grafico di qualche titolo bancario, italiano ed estero e qualche indice di borsa settoriale (banche)

UBI banca (la banca per la quale rischiai di lavorare 😀 , fiuuu mi è andata bene alla fin fine)

Unicredit

Intesa Sanpaolo

indice STOXX BANK (europa)

Dow Jones bank index

Indice banche Italia

Deutsche bank

BNP Paribas

Banca generali (unica eccezione forse)

Banca Mediolanum

Conviene andare short sulle banche?

Anche qua secondo me no, il danno ormai è stato fatto, lo puoi vedere dai grafici.

Credo che nel lungo periodo le banche verranno sostituite, forse dalle stesse banche centrali.

Ma resterei fermo, non toccherei le banche ne per operazioni long ne per short.

Ad ogni modo se vuoi investire nel settore bancario ecco…

I migliori ETF per investire in questo settore

  • Lyxor EURO STOXX Banks (DR) UCITS ETF – Acc ISIN LU1829219390, Ticker BNKE

Dividendi ad accumulo, replica fisica, costo 0.30% annuo. Senza copertura valutaria (investe in Euro)

L’indice EURO STOXX® Banks replica il settore bancario dell’eurozona.

Il Lyxor EURO STOXX Banks (DR) UCITS ETF – Acc è un exchange-traded fund conforme alla direttiva UCITS che punta a replicare l’indice di riferimento EURO STOXX Banks Net Return EUR.
L’Indice EURO STOXX Banks Net Return EUR misura la performance delle banche (come definite dalla Industry Classification Benchmark) nell’area Euro e fornisce un’esposizione geografica nei confronti di Austria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna.

L’indice é un sotto indice dell’EURO STOXX® (l’indice principale), che misura la performance dei titoli azionari a piccola, media e grande capitalizzazione delle economie sviluppate dell’area Euro.

Primi dieci componenti:
Bnp Paribas 15,29%
Banco Santander Sa 13,55%
Intesa Sanpaolo 10,42%
Ing Groep Nv-Cva 9,06%
Banco Bilbao Vizcaya Argenta 7,66%
Unicredit Spa 6,87%
Deutsche Bank Ag-Registered 6,56%
Kbc Groep Nv 4,97%
Societe Generale Sa 4,73%
Credit Agricole Sa 4,02%

  • Lyxor STOXX Europe 600 Banks UCITS ETF – Acc ISIN LU1834983477, Ticker BNK

Dividendi ad accumulo, costo 0,30% annuo, senza copertura valutaria (investe in euro), replica sintetica.

Il Lyxor STOXX Europe 600 Banks UCITS ETF – Acc è un exchange-traded fund conforme alla direttiva UCITS che punta a replicare l’indice di riferimento STOXX Europe 600 Banks Net Return EUR.
L’indice STOXX Europe 600 Banks Net Return EUR è costituito dalle più grandi società nel settore Bancario in Europa.

Gli STOXX Europe 600 Supersectors sono calcolati dallo STOXX Europe 600, che comprende le 600 più grandi società Europee per capitalizzazione di mercato. Esse rappresentano le più grandi società di ciascuno dei 18 Supersectors come definiti dalla classificazione ICB (Industry Classification Benchmark)

Primi dieci componenti:
Hsbc Holdings Plc 16,79%
Bnp Paribas 7,95%
Banco Santander Sa 7,04%
Intesa Sanpaolo 5,42%
Ing Groep Nv-Cva 4,71%
Lloyds Banking Group Plc 4,71%
Barclays Plc 4,00%
Banco Bilbao Vizcaya Argenta 3,98%
Nordea Bank 3,89%
Unicredit Spa 3,57%

  • Wisdomtree Boost Ftse Mib Banks ETP IE00BYMB4Q22 (ETN non ETF) banche italiane

Il Boost Ftse Mib Banks ETP permette un’esposizione concentrata sui titoli delle maggiori banche italiane. Il peso di ciascun singolo titolo non potrà superare il 15% del totale. I dividendi vengono reinvestiti nel fondo.

Il Boost Ftse Mib Banks ETP è studiato per chi voglia effettuare un investimento focalizzato sul comparto bancario italiano. I principali rischi dell’investimento sono legati all’andamento del ciclo economico italiano e alla esposizione diretta, anche se relativamente contenuta, al rischio di cambio.

Indice sottostante: FTSE MIB Banks 15% Capped Index riflette le componenti dell’ICB Supersector of Banks del FTSE MIB.

E’ previsto un tetto massimo del 15% sulle singole componenti dell’indice che, a fine ottobre 2016, ammontavano a nove. L’indice segue la metodologia di calcolo e le regole del FTSE MIB, inclusa una revisione trimestrale del tetto del 15% delle ponderazioni dei singoli titoli.

Portafoglio di titoli singoli

per investire in banche italiane, si potrebbe anche creare un portafoglio di titoli singoli (cosa che solitamente sconsiglio) d’altronde non sono cosi tante le banche italiane quotate. (il nostro indice di borsa italiano ftse mib è composto da solo 40 aziende).

Se si vuole tentare la fortuna da cassettista con i dividendi, creare un portafoglio di titoli singoli su banche (es Unicredit, Intesa, ecc..) non è di certo difficile.

Obbligazioni convertibili

Una buona idea potrebbe essere anche quella di investire in obbligazioni convertibili. (leggi però prima come funzionano)

Questo è un ottimo etf per questa causa:

  • Invesco AT1 Capital Bond UCITS ETF Acc ISIN IE00BFZPF322, Ticker AT1

Certo non ci sono solo titoli bancari al loro interno ma almeno si diversifica

i migliori etf per shortare questo settore

Leggi prima come funzionano effettivamente gli ETF short!

Wisdomtree Euro Stoxx Banks 3xdailyshort IE00BLS09P63 (non è un ETF, ma un ETN)

Ripeto legi bene come funzionano gli ETP short!

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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, ed imprenditore. Ceo di Filippoangeloni.com e co-fondatore di Koinsquare. E' abilitato alla consulenza finanziaria, certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.600.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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