Maggio 14, 2020 Filippo Angeloni

Obbligazioni in valuta estera, ATTENTO al rischio di cambio, non guardare solo al rendimento

Se investi in obbligazioni denominate in valuta estera o se i rendimenti promessi da tali obbligazioni ti fanno “gola”, presta attenzione al rischio di cambio.

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Il rendimento offerto da tali obbligazioni non deve essere l’unico driver di scelta per i tuoi investimenti.

Il rischio di cambio concerne il pericolo che si corre quando si comprano obbligazioni denominate in valuta estera (diversa dalla propria valuta nazionale, nel nostro caso l’Euro)

Vediamo cosa succede al nostro capitale investito in obbligazioni denominate in valuta estera:

  • se la valuta estera si rivaluta nei confronti dell’euro allora il controvalore dell’obbligazione aumenterà
  • se la valuta estera perde valore nei confronti dell’euro allora il controvalore dell’obbligazione diminuirà (si subirebbe una perdita)

Spesso valute estere (specialmente quelle esotiche) perdono parecchio di valore, pensa alla lira turca e alla fine che hanno fatto le obbligazioni denominate in lira turca.

Obbligazioni: quei bond che rendono fino al 19% - Corriere.it

Ad ogni modo il rendimento e il flusso cedolare offerto dall’obbligazione costituiscono un “fermino” nel caso di deprezzamento della valuta estera… se il tasso offerto da un’obbligazione in valuta estera ammonta al 15% annuo, a scadenza, per realizzare una perdita occorre che la valuta estera perda ogni anno più del 15% (cosa non rara dato che le valute fiat soprattutto le più deboli, dei paesi emergenti fanno sempre una brutta fine).

Investire in obbligazioni in valuta estera è un’attività complessa, che non fa per tutti. Le variabili da analizzare sono molteplici:

  • timing; il momento opportuno per entrare ed uscire dall’operazione in relazione al cambio valutario
  • selezione dell’emittente; meglio evitare il rischio default dato che si corre già il rischio cambio
  • selezione della liquidità; meglio evitare il rischio liquidità dato che si corre già il rischio cambio
  • selezione della scadenza; in base al proprio orizzonte temporale
  • tassazione; il nostro legislatore prevede un’imposta sostitutiva sul capital gain del 26% per bond corporate (obbligazioni societarie) e del 12.5% su obbligazioni governative (eccetto black list) e di enti sovranazionali

In realtà il rischio valutario è completamente eliminabile attraverso un meccanismo di copertura dal rischio cambio tramite future, opzioni, ETFS e CFD. Coprirsi da tale rischio però è oneroso e non è sempre alla portata del risparmiatore medio.

Il rischio cambio può essere sia un rischio che un’opportunità dato che se la valuta estera performa bene per l’investitore può tradursi in un extra-rendimento.

Se proprio si vuole investire in obbligazionario estero, consiglierei di farlo con bond denominati almeno in dollari statunitensi…è molto meglio utilizzare un ETF che almeno diversifica bene su più paesi.

Questo può essere un buon esempio…

iShares J.P. Morgan USD Emerging Markets Bond UCITS ETF (Dist) ISIN IE00B2NPKV68, Ticker IEMB

Se poi si vuole speculare maggiormente si può anche diversificare in bond governativi e non emessi in valuta estera, ma consiglio di farlo sempre con basse % di portafoglio e diversificando (non all-in in un singolo paese come la Turchia o la Russia.)

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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, ed imprenditore. Ceo di Filippoangeloni.com e co-fondatore di Koinsquare. E' abilitato alla consulenza finanziaria, certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.600.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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