Agosto 11, 2020 Filippo Angeloni

Delisting ETF: ecco cosa succede e perché è bene evitarlo come la peste

Uno dei maggiori rischi per gli ETF, è dato dal delisting…

Se sei arrivato fin qui è probabile che hai ricevuto una notifica dal tuo broker o dalla tua banca, dove possiedi il dossier titoli con l’ETF in questione.

In questo articolo scopriremo:

  • che cos’è un delisting
  • Perché avviene un delisting
  • le varie fasi di delisting
  • cosa succede in caso di delisting
  • cosa fare in caso di delisting
  • come evitare di incappare in delisting

Che cos’è un Delisting

Il Delisting, non è nient’altro che la rimozione di uno strumento finanziario dalla quotazione in un determinato mercato.

Ti faccio un esempio… se questo ETF

Alerian Midstream Energy Dividend UCITS ETF ISIN IE00BKPTXQ89

domani viene delistato da borsa italiana…

vuol dire che oggi l’etf è negoziabile (si può vendere e comprare) sulla piazza “borsa italiana”, da domani non lo sarà più.

Quindi da domani non sarà più acquistabile ne vendibile dall’investitore su borsa italiana.

Se un ETF va in delisting viene quindi rimosso da una determinata piazza, in tal caso l’etf va in liquidazione (vendita forzata per l’investitore)

Perché avviene un delisting

Un ETF può essere delistato per queste ragioni:

  • ragioni di economicità per l’emittente (etf può essere rimosso o fuso con altri etf)
  • ragioni di liquidità (l’etf non viene scambiato da nessuno od è troppo poco scambiato) (etf può essere rimosso o fuso con altri etf)
  • razionalizzazione della gamma dell’offerta per l’emittente (etf può essere rimosso o fuso con altri etf)

Nessuno può impedire all’emittente di lasciare listato un determinato etf. Ogni emittente ha le sue ragioni, ad ogni modo quando avviene un delisting avviene spesso per ragioni logiche.

Fasi di delisting

Queste sono le fasi di delisting:

  • liquidazione dell’etf (vedi sezione seguente)

Cosa succede quando un ETF viene delistato

Se l’investitore non vende le sue quote prima della data del delisting, allora si vedrà accreditare dopo qualche giorno l’importo corrispondendte al valore di liquidazione del fondo (il NAV, Net Asset Value).

Avviene quindi una liquidazione (vendita) forzata per l’investitore.

Questo sia per gli etf a replica fisica sia per quelli a replica sintetica.

N.B. Tecnicamente il valore di liquidazione può essere inferiore al NAV delle negoziazioni nei periodi antecedenti al delisting.

La miglior cosa da fare quindi è chiudere la posizione (a mercato) prima del delisting, una volta che ci è stato notificato l’avviso da parte della banca.

Probabilmente ti chiederai, ma chi è il pazzo che compra questo etf giorni prima del delisting?

Questa è una domanda davvero sensata, effettivamente nessun investitore (o quasi) lo comprerebbe, e difatti i volumi man mano che si arriva alla data del delisting diminuiscono.

Allora come si fa a vendere a mercato?

Fino a che l’etf è in quotazione l’emittente dell’etf ha l’obbligo di ricomprarne le quote sul mercato! L’emittente infatti ha l’obbligo di fare da controparte e quindi di ricomprare le quote.

Cosa fare in caso di delisting

Come detto in precedenza è bene vendere a mercato prima della data del delisting per spostarsi se possibile in un etf più liquido che replica lo stesso indice o sottostante.

In questo modo se il nostro orizzonte è di lungo periodo, anche se siamo in negativo a noi non interessa perché rientriamo subito nella stessa posizione. Se siamo invece in positivo meglio ancora avremo realizzato un profitto.

Se l’azione suggerita precedentemente non è perseguibile, perché ad esempio si è investito in un ETF sulla grecia, e vi è solo questo etf che replica la Grecia (che a breve non esisterà più… è solo un esempio)… allora potremmo ritrovarci in una spiacevole situazione se il nostro investimento buy&hold si ritrova in negativo giorni prima del delisting.

In tal caso infatti dovremmo per forza di cose accettare la perdita, ed investire altrove o lasciare i fondi derivanti dalla liquidazione in liquidità.

Stessa storia, se per nostra colpa od a nostra insaputa non siamo riusciti a vendere prima del delisting. Se vi è un etf più liquido che replica lo stesso mercato si investe li…altrimenti dobbiamo accettare il profitto o la perdita a seconda di quanto abbiamo realizzato con la liquidazione dell’etf.

Ritrovarsi nel bel mezzo di un delisting sopratutto se si sta facendo un PAC, e non vi è un altro strumento simile non è mai piacevole… sempre meglio arrivare pronti al delisting e vendere a mercato prima della data.

Tecnicamente se l’etf va in delisting per una fusione con un altro etf, l’investitore potrebbe anche contattare l’emittente per sapere se la vendita o la liquidazioni sono necessarie o meno.

Se l’etf viene delistato su una piazza ma rimane listato su altre piazze, l’investitore potrebbe contattare l’emittente e farsi fare lo switch sullo stesso strumento quotato nell’altra piazza.

Come evitare di incappare in delisting di ETF

Gli unici modi per non incappare in un delisting (non è piacevole fidati) sono questi:

  • scegliere etf molto liquidi, come faccio io per i miei utenti
  • restare sempre aggiornato sui vari delisting (borsa in cui è quotato l’etf)
  • evitare etf troppo di nicchia (il delisting avviene spesso per etf troppo di nicchia e poco liquidi, difficile si vedrà un delisting di unh azionario mondiale come l’SWDA)
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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, imprenditore e consulente finanziario certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza da consulente finanziario sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.000.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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