Febbraio 18, 2020 Filippo Angeloni

Bitcoin: Unità di conto Globale

Finché vi era il Gold standard i prezzi dei beni e dei servizi erano calibrati “contro” l’oro ed espressi in esso, questo facilitava di molto i calcoli negli scambi internazionali. 


Oggi anche se non ce ne rendiamo conto negli scambi internazionali scambiamo una valuta per un altra valuta (solitamente la nostra valuta per il dollaro americano)

Nel periodo del gold standard però il peso fisico dell’oro rende gli scambi centralizzati per forza di cose. Nascono i paper money ricevute di credito emesse (da banche) a fronte del possesso di oro, ed i partecipanti al mercato si scambiano questi certificati.

La centralizzazione però ha i suoi problemi, e gli stati come sappiano abbandonano dapprima il gold standard (1914) e poi il gold exchange standard (1971) , è irresistibile per loro stampare più denaro a loro piacimento senza avere nessun vincolo, e senza dover tener conto di nulla a nessuno.

La questione che rimane aperta dal lato Bitcoin è se potenzialmente può ricoprire davvero il ruolo di unità di conto per gli scambi internazionali.

L’unità di conto è una delle tre funzioni del denaro…

Cosa vuol dire in realtà unità di conto?

Vuol dire misura del valore… i prezzi dei beni e dei servizi sono espressi in quella moneta.

La moneta si usa per confrontare in maniera omogenea il valore di prodotti e servizi molto diversi tra loro, agevolando così le decisioni economiche e gli accordi contrattuali.

Per far si che Bitcoin ottenga questa funzione, Bitcoin deve essere adottato da un numero molto molto elevato di persone nel mondo, anche indirettamente tramite l’utilizzo come riserva di valore.

Rimane da vedere se la stabilità dell offerta monetaria di Bitcoin riuscirà a far rimanere stabile anche il suo valore.

Attualmente, dato che Bitcoin rappresenta meno del 1% delle riserve di valore, una grande transazione o una grande compravendita in Bitcoin ha una ripercussione molto pesante nel suo prezzo. Ed anche piccole variazione nella sua domanda (la sua richiesta) possono causare una bella oscillazione di prezzo.

Comprare un Bitcoin oggi può voler dire:

  • investire nella crescita veloce del suo network
  • detenere ricchezza in una moneta che ha davvero la funzione di riserva di valore. Perché attualmente il market cap di Bitcoin è molto esiguo e quindi il prezzo può crescere di tante N volte.

Man mano che Bitcoin aumenta in marketcap o man mano che Bitcoin “ruba” % agli store of value, il suo prezzo tenderà a stabilizzarsi.

Ipoteticamente Bitcoin potrebbe diventare l’unica forma di moneta utilizzata in giro per il mondo, ma a quel punto non avrebbe più spazio per crescere. In questo caso la domanda di Bitcoin sarebbe solo per la detenzione di una valuta liquida, cesserebbe quindi la sua funzione speculativa.

Nel lungo periodo l’assenza di una qualsiasi autorità che può controllare la supply di Bitcoin tenderà a far diminuire la sua volatilità. In altre parole non possono creare facilmente più bitcoin per abbassarne il prezzo e rubare ricchezza ai suoi possesori.

Potrebbe andare in maniera simile al gold sotto il gold standard…

Per secoli la costante e graduale crescita in supply (dell’oro sotto il gold standard) , comportò che il valore dello stesso non aumentò o diminuii significativamente. Rendendo l’oro uno strumento perfetto come unità di conto.

Ma questo scenario ignora una differenza fondamentale tra l’oro e Bitcoin, ed è che l’oro ha una grande domanda ed una domanda altamente elastica per l’uso che ne viene fatto in molteplici industrie o settori.

Una riduzione nella domanda monetaria dell’oro potrebbe essere assorbita dalla domanda di questi settori o industrie. La rarità dell’oro nella crosta terrestre assicurerà sempre che il suo prezzo rimarrà più alto di altri materiali o metalli.

Questo ha favorito se vogliamo anche l’utilizzo dell’oro come strumento monetario dato che favorisce la stabilità di prezzo.

Gli stati potrebbero vendere le loro riserve ma il prezzo verrebbe pian piano assorbito dalle industrie. E gli stati si ritroverebbero in mano delle valute fiat che non valgono sostanzialmente niente (almeno come riserva di valore).

Risultato immagini per dollar purchase power

La domanda non monetaria per Bitcoin può essere compresa come domanda di monete non da utilizzare come store of value ma da utilizzare necessariamente come prerequisito per utilizzare il Network.

Ma a differenza della domanda industriale di oro, che è completamente indipendente dalla sua domanda monetaria; la domanda di bitcoin per operare nel network è intrinsecamente connessa alla domanda di bitcoin per la sua funzione di store of value. E non ci si può attendere quindi che questo ne faccia diminuire la sua volatilità.

Da un lato la scarsità reale di Bitcoin lo rende una scelta molto attrattiva come riserva di valore, e un sempre maggior numero di utenti può tollerare la sua volatilità per lungi periodi di tempo se la volatilità è verso l’alto (come è stato sinora).

Dall’altro lato la persistente volatilità di Bitcoin rende difficile la funzione di unità di conto. Almeno finché l’adozione e la crescita non aumentino di molto.

Ora, considerando che la popolazione mondiale di oggi ha vissuto in un mondo di fiat currencies volatili, gli holder di Bitcoin dovrebbero essere molto più tolleranti alla volatilità rispetto alle popolazioni precedenti (quelle che hanno vissuto sotto il gold standard).

Solo le migliori valute fiat hanno mantenuto il loro valore nel breve periodo, tutte e dico tutte non lo hanno mantenuto nel lungo periodo.

Quindi la volatilità di Bitcoin non sembra essere un problema insormontabile dato che non ci sono al momento soluzioni percorribili stabili.

Per la sua funzione di store of value bitcoin continuerà ad attrarre sempre più persone e quindi sempre più capitali; in questo modo i prezzi di Bitcoin tenderanno ad aumentare rispetto ad altre valute ed alla lunga questo comporterà una diminuzione nella sua volatilità.

Quando Bitcoin raggiungerà (se la raggiungerà 😀 ) una sorta di stabilità di prezzo, lo stesso sarà di gran lunga preferibile ad altre valute fiat e ad altri sistemi di pagamento.

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, ed imprenditore. Ceo di Filippoangeloni.com e co-fondatore di Koinsquare. E' abilitato alla consulenza finanziaria, certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.600.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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