Febbraio 19, 2020 Filippo Angeloni

Bitcoin: sovranità individuale e DIFESA del patrimonio

Ogni persona che possiede bitcoin raggiunge un certo grado di libertà economica/finanziaria, un grado di libertà che non è possibile raggiungere in altro modo.

Chi possiede Bitcoin può inviare grandi somme di denaro (o di valore) ovunque nel mondo senza chiedere il permesso a nessuno.

Non essendo fisici e tangibili, (ed essendo P2P e permissionless/trustless) non è possibile impedire trasferimenti, non è possibile distruggere i bitcoin o confiscarli o pignorarli (a meno che con si consegnino di propria volontà). Non possono fermarlo ne forze del “bene” (stati, banche, governi, agenzia dell’entrate e finanze) ne forze “male” come criminali ed organizzazioni criminali.

Il significato di Bitcoin e della sua invenzione dal lato politico del 21-esimo secolo, è che per la prima volta dopo la nascita dei moderni stati. I cittadini hanno una soluzione percorribile per scappare dall’egemonia finanziaria dello stato in cui vivono.

Nel libro the sovereign individual di James Davidson e William Rees-Mogg, gli autori comparano i moderni stati – con le loro regole restrittive, i loro alti livelli di imposizione fiscale, i loro impulsi totalitari, e la loro repressione – alla chiesa del Medioevo. Tutti questi impulsi sadici portano i cittadini a “covare” risentimento verso gli stati, e portano alla distruzione degli Stati.

Nel medioevo il livello di sadicità della chiesa porto gli europei a non tollerarla più. Nuove forme di organizzazioni politiche ed economiche emersero per sostituirla.

Anche ai nostri tempi nuove forse di organizzazioni sostituiranno gli stati nazione a cui siamo abituati. O almeno usciranno tecnologie che distruggeranno la capacità degli stati di forzare un cittadino a pagare un servizio più di ciò che sono disposti.

Nel medioevo l’invenzione della stampa tolse il monopolio della conoscenza alla chiesa, però i libri… essendo fisici potevano comunque essere confiscati o bruciati. Non è cosi nei nostri giorni con l’avvento di internet e dei domini ed hosting decentralizzati, alcune informazioni non possono essere distrutte o confiscate. Non puoi più fermare facilmente la libera informazione. Stessa storia vale per Bitcoin dal lato monetario, nessuno ha la possibilità di fermarlo.

La nascita di alcune forme di telecomunicazione online ha permesso anche di far venir meno l’importanza della locazione geografica per i lavori. I produttori di beni possono scegliere il domicilio ovunque nel mondo mentre i prodotti del loro lavoro possono essere trasferiti globalmente istantaneamente. Basti pensare a ciò che succede con i prodotti digitali.

Regolamentazioni governative e tasse stanno pian piano perdendo la propria forza da quando i cittadini possono vivere e lavorare dove sta a loro più comodo e consegnare il lavoro digitalmente.

Man mano che il valore della produzione prende forma di asset intangibili, il valore dei terreni ed anche degli immobili tenderà a calare, ed anche le pretese su questi beni tenderanno a calare. O meglio gli stati possono pure aumentare ferocemente la loro presa verso questi beni, ma se questi beni perdono la loro importanza, anche le tasse che si applicano sopra questi beni perdono la loro forza.

Se ci pensiamo anche solo un attimo, si sta digitalizzando quasi tutto, il vero asset che si dovrebbe tassare è la capacità mentale di una persona. Questa è molto più difficile da tassare o da attanagliare con folli pretese. Perchè le persone possono facilmente spostarsi ovunque nel mondo e possono addirittura produrre il loro lavoro da un computer senza far sapere al governo da dove producono o costa stanno producendo.

L’unica cosa che ancora non si era riuscita a digitalizzare (ed al tempo stesso a renderla immutabile e unstoppable) era il trasferimento nel tempo e nello spazio di denaro e valore.

Ci avevano provato piu e piu volte a creare un denaro digitale trasferibile, ma c’era sempre un tallone d’achille… un elemento di centralizzazione, un punto debole; e di volta in volta questo nuovo denaro veniva bloccato da banche e governi.

Gli autori del libro precedente avevano previsto, anni addietro la creazione di un denaro digitale capace di scappare alle grinfie degli stati-nazione. “una forma di denaro criptograficamente sicura che non può essere fermata o confiscata da governi ed autorità”

Bitcoin e la criptografia in generale sono tecnologie difensive che rendono il costo della difesa di gran lunga inferiore al costo di un attacco su di essi.

Un furto di Bitcoin, (o una qualsiasi pretesa) è estremamente costoso ed incerto, e questo favorisce chiunque voglia vivere in pace senza alcun aggressione da parte di “altri”.

L’oro ha senza ombra di dubbio molte funzioni che possiede Bitcoin ma l’oro essendo fisico può essere soggetto a pretese da parte del governo (è già successo più e più volte nel corso della storia). L’oro inoltre non può essere movimentato o trasportato facilmente e per questo i pagamenti in oro o il possesso di oro si centralizza tramite banche e banche centrali, e questo rende la confisca molto molto facile.

E’ molto probabile che lo scaling di bitcoin dovrà passare per intermediari, per terze parti. Ma questo è molto diverso rispetto al caso dell’oro. Nel caso di Bitcoin anche in presenza di intermediari per la scalabilità, tutte le transazioni passano comunque per un ledger (un registro) pubblico, aumentando quindi trasparenza ed auditing.

Bitcoin offre la possibilità di uscire dal keynesismo da stati socialisti e da pretese totalitarie.

Se Bitcoin continua a crescere e a catturare % della ricchezza globale, potrebbe forzare i governi a diventare sempre più forme di organizzazione volontaria, che possono solo acquisire le tasse volontariamente offrendo servizi a persone disposte a pagarli, senza quindi un imposizione.

la visione politica di Bitcoin può essere compresa da un attenta analisi delle idee del movimento cypherpunk.

Dalle parole di Timothy May.

“La combinazione di crittografia a chiave pubblica forte e indistruttibile e comunità di reti virtuali nel cyberspazio produrrà cambiamenti interessanti e profondi nella natura dei sistemi economici e sociali. L’anarchia crittografica è la realizzazione ciberspaziale di anarco-capitalismo, che trascende i confini nazionali… e libera gli individui nel prendere accordi economici che desiderano prendere consensualmente …. L’anarchia crittografica sta liberando gli individui dalla coercizione da parte dei loro vicini fisici – che non possono sapere chi sono in rete – e dai governi. Per i libertari, la crittografia forte fornisce i mezzi con cui evitare la tirannia del governo.”

Murray Rothbard in “the ethics of liberty” aggiunge;

“D’altra parte, considera lo stato universale dell’etica della libertà e del diritto naturale della persona e della proprietà che si ottiene sotto tale etica. Per ogni persona, in qualsiasi momento o luogo, possono essere coperti dalle regole di base: proprietà di se stessi; proprietà delle risorse precedentemente inutilizzate che uno ha occupato e trasformato; e la proprietà di tutti i titoli derivati ​​da quella proprietà di base – attraverso scambi volontari o doni volontari. Queste regole – che potremmo chiamare le “regole della proprietà naturale” – possono essere chiaramente applicate e tale proprietà può essere difesa, indipendentemente dal tempo o dal luogo e indipendentemente dai risultati economici della società. È impossibile per qualsiasi altro sistema sociale qualificarsi come legge naturale universale; poiché se esiste una regola coercitiva da parte di una persona o di un gruppo su un’altra (e tutte le regole partecipano a tale egemonia), allora è impossibile applicare la stessa regola per tutti; solo un mondo senza sovrano, puramente libertario, può soddisfare le qualifiche dei diritti naturali e della legge naturale, o, cosa più importante, può soddisfare le condizioni di un’etica universale per tutta l’umanità.”

Non solo secondo Timothy ma anche secondo Murray Rothbard, il principio di non aggressione è il fondamento dell’anarco-capitalismo. E su questa base ogni aggressione portata avanti da governi o da individui non può avere una giustificazione morale. Aderire a Bitcoin è qualcosa di completamente volontario, e di pacifico. Bitcoin ci offre un’infrastruttura monetaria per un mondo costruito puramente sopra una cooperazione volontaria. Contrariamente ad altre anarchie, l’anarchia offerta da Bitcoin è puramente e completamente pacifica, fornisce agli individui gli strumenti necessari per liberarsi da ogni controllo governativo o inflattivo. Se dovesse funzionare lo farà grazie ai suoi meriti non perché è stato imposto.

Bitcoin è un opzione per le persone che necessitano di andare oltre le restrizioni governative nel settore bancario, ma permette allo stesso tempo di detenere ricchezza in una vera riserva di valore, non soggetta ad inflazione per colpa di governi e banche centrali.

Se dovesse essere accettato globalmente il costo di una transazione Bitcoin on-chain aumenterà significativamente, questo renderà molto più difficile per le persone utilizzare Bitcoin per andare oltre le leggi e regolamentazioni imposti dai governi. In questa situazione comunque, l’adozione di massa di Bitcoin avrebbe un effetto positivo di gran lunga maggiore (nella riduzione del potere governativo) rispetto alla libertà individuale offerta a pochi singoli.

In una società funzionante tramite hard money, le imposizioni governative che non sono economicamente produttive non sopravvvivranno a lungo. Non essendoci incentivi a farle continuare.

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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, ed imprenditore. Ceo di Filippoangeloni.com e co-fondatore di Koinsquare. E' abilitato alla consulenza finanziaria, certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.600.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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