Polizze e fondi a Var controllato, sono validi?

7 Febbraio, 2020
Posted in investimenti
7 Febbraio, 2020 Filippo Angeloni

Polizze e fondi a Var controllato, sono validi?

In uno dei miei ultimi post ti ho parlato di Var (value at risk) proprio per arrivare a questo argomento.

Es di Var –> Siamo certi al 99% che nei prossimi 5 mesi non perderai più del 3%.

Perché ne parlo… ne parlo perché sta diventando la nuova moda del momento tra le banche. Ossia le banche stanno iniziando ad offrire questi prodotti ai propri clienti, e magari sei arrivato qui proprio per questo.

Cercando di non farti spennare come un galletto.

Questi prodotti sono perfetti per le banche e per i consulenti bancari ma non lo sono per gli investitori!

Ammetto che hanno davvero una buona inventiva le banche, questo gli va riconosciuto. Ogni volta resto sempre più scioccato dalle loro trovate.

Sono ormai anni che lavoro online e mi ritengo abbastanza creativo ma sono anni luce indietro a questi soggetti…

Comunque…

Con polizze e fondi a Var controllato viene stimata la massima perdita potenziale di questi prodotti su un orizzonte temporale.

Se la volatilità degli asset presenti in questi strumenti si avvicina ad una certa soglia (preventivata) allora il gestore in automatico riduce il rischio del portafoglio (in altre parole vende asset rischiosi e volatili).

Ti ricordo che ogni operazione di acquisto e di vendita comporta commissioni, il che già questo concorre a non rendere efficiente tale sistema.

Ma non è questo l’enorme problema di questi strumenti (anche se incide chiaramente). Il problema è che il gestore incorre nella strategia:

buy high sell low (strategia contraria a quella che andrebbe utilizzata, basterebbe il buon senso a capire che non è una buona strategia)

Mi spiego meglio… più il portafoglio scende e più aumenta la probabilità di violare il limite prefissato inizialmente (Var controllato), in tal caso il gestore è costretto a vendere asset volatili (solitamente azioni). Le vende a prezzi bassi e rischia quindi di perdersi il rialzo successivo.

Facciamo un esempio nei nostri giorni, caso Coronavirus, i mercati sono scesi, il gestore quindi ha dovuto vendere azioni per evitare di scendere sotto il Var prefissato, poi cosa è successo? i mercati sono saliti di nuovo ed il gestore (e anche l’investitore ) si è perso la risalita. Ora sarà costretto a comprare azioni ad un prezzo maggiore.

Ma allora perché le banche pubblicizzano tanto questi prodotti? Perché commercialmente da un lato rassicurano il cliente con la perdita massima, e dall’altro generano parecchie commissioni (costi per l’investitore).

Quindi prodotto perfetto per banche ma non per l’investitore

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