Settembre 28, 2020 Filippo Angeloni

L’indice Earning Yield per la valutazione del rendimento di un’azione.

Nell’articolo di oggi parliamo dell’indice earning yield che viene utilizzato per la valutazione del rendimento delle azioni.

Alla base di questo indice vi è l’ipotesi di una globale distribuzione degli utili da parte della società. L’earning yield (EY oppure in italiano RGA) esprime il rendimento globale di un’azione ed è dato dal rapporto tra l’utile per azione atteso e il prezzo corrente di un titolo:

EY = (utile atteso per azione / prezzo corrente) – 100

Da questa relazione secondo molti è possibile ricavare un prezzo teorico di equilibrio di un titolo azionario. Supponendo che il tasso di interesse privo di rischio (R) sia pari al 5%, che il beta del titolo sia 1,2, che l’utile per azione stimato (E) sia di 200 e che il premio desiderato per il rischio associato ad un investimento azionario (r) sia del 3%, e il prezzo teorico (P) dell’azione è dato dalla relazione:

P = (E)/(R+beta*r)

Se sostituiamo i dati si ha 200/(0,05+0,03*1,2)= 2325,58 euro.

Dividendo l’E per il P per (200/2325,58) si ottiene il rendimento dell’azione (8,90%), che in ipotesi di totale distribuzione dell’utile sotto forma di dividendo, pone in equilibrio l’investimento azionario con quello obbligazionario.

Il rendimento dell’azione, ovviamente, deve tenere conto e remunerare anche il rischio implicito sui mercati azionari (3,0%) e quello del singolo titolo. L’8,90% è infatti maggiore del rendimento obbligazionario (5,0%) di uno spread che è dato dal prodotto del beta del titolo per il premio per il rischio (1,2*3%).

L’ipotesi di far coincidere il rendimento globale di una azione con il rapporto utile/prezzo non è così azzardata, come sembrerebbe a prima vista. L’utile di esercizio conseguito da una società infatti può essere:

  • distribuito integralmente: in questo caso allora si avrà un rapporto payout pari a 100. Questo accade quando il ciclo di investimenti può essere finanziato con gli accantonamenti attuati durante l’anno e senza ulteriori necessità finanziarie, o al limite ricorrendo all’indebitamento per motivazioni fiscali;
  • distribuito in parte: è il caso normale e questa ipotesi porta il livello del payout tra 0 e 100;
  • totalmente messo a riserva: le imprese con programmi di investimento ambiziosi o con una situazione finanziaria non ottimale possono decidere di non distribuire utili e invece rinforzare il patrimonio complessivo.

Possiamo quindi considerare il patrimonio complessivo di un’impresa come il risultato della relazione seguente:

dove:

PN”zero” = patrimonio al primo gennaio di ogni anno ed è dato dalla somma tra il capitale sociale e le riserve accumulate nel tempo;
U = utile conseguito nell’esercizio;
DIV= dividendo complessivo distribuito. Nell’ipotesi precedente in cui l’utile è stato distribuito integralmente esso coincide con U; nella seconda ipotesi è compreso tra 0 e utile netto, mentre nell’ultimo caso il DIV è uguale a 0;
OSC = operazioni straordinarie sul capitale come un aumento o una riduzione del capitale sociale.

La quota di utile non distribuito ((1-DIV/U))*U confluisce nelle riserve patrimoniali e quindi nel patrimonio complessivo dell’impresa che sarà distribuito alla fine agli azionisti, nell’ipotesi di cessazione dell’attività. L’utile conseguito quindi o viene percepito dagli azionisti sotto forma di dividendo, o va a rafforzare al solidità finanziaria dell’impresa.

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, imprenditore e consulente finanziario certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza da consulente finanziario sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.000.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *