Settembre 24, 2020 Filippo Angeloni

Dividend yield e Payout ratio: cosa sono e come funzionano

Nell’articolo di oggi parliamo del dividend yield e del payout, andando a vedere cosa sono e come funzionano.

Le aziende (qualora in utile) ogni anno possono distribuire una quota dell’utile che hanno conseguito.

La quota dei profitti che viene distribuita agli azionisti costituisce il monte dividendi che è dato dalla somma dei dividendi unitari distribuiti per ciascuna categoria di azioni.

L’azienda A, come possiamo vedere dalla tabella sopra, ha solo azioni ordinarie e paga un dividendo unitario di 10 euro a fronte di un utile complessivo di 1500. Avendo in circolazione 100 azioni, il monte dividendi per essa è dato dal prodotto del dividendo ordinario per il numero di azioni, ossia 1000.

L’azienda B, viceversa, ha conseguito un utile di 900 e ha un capitale sociale formato da azioni ordinarie (60), da azioni privilegiate (10) e da azioni di risparmio (5). Se ipotizziamo la distribuzione di 10 euro per le azioni ordinarie e privilegiate e di 12 per quelle di risparmio si ottiene un monte dividendo complessivo di 760 euro.

Il rapporto tra i dividendi complessivi distribuiti e l’utile conseguito

dividendi complessivi distribuiti / utile conseguito

(che può essere indicato anche in percentuale) è definito payout (PO) ed esprime appunto il flusso di cassa che annualmente la società attribuisce ai suoi azionisti sotto forma di cedola azionaria. Questo non viene reinvestito nella società ma viene appunto distribuito agli azionisti.

L’utile conseguito e non distribuito, ossia il complemento del payout, è reinvestito nella società perché ovviamente confluisce nelle riserve che compongono il patrimonio aziendale (mezzi propri).

Nell’ipotesi abbiamo un payout di 0,67 per l’impresa A, di 0,84 per la B e 0,75 per la C. Il tasso di ritenzione degli utili (TR), ossia quella parte di profitto che è reinvestito, è dato dalla relazione:

tasso di ritenzione degli utili = 1- payout


Nell’ipotesi abbiamo un tasso di ritenzione di 0,33 per l’impresa A, di 0,16 per la B e 0,25 per la C.

Il rapporto tra il dividendo unitario atteso e il prezzo corrente determinano il rendimento lordo cedolare di un’azione ossia il suo dividend yield (DY):

DY = (dividendo atteso / prezzo corrente) – 100

Nell’ipotesi della seconda tabella sopra abbiamo un dividend yield per le azioni ordinarie pari al 1,25% per l’impresa A, all’1,43% per la B e all’1,33% C.

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Filippo Angeloni

Filippo Angeloni

Filippo Angeloni è investitore, imprenditore e consulente finanziario certificato OCF (iscritto nell’apposito albo). Possiede un master di I° livello in internazionalizzazione d’impresa e una laurea specialistica ottenuta con il massimo dei voti in Business Administration (università di Bologna – sede Forlì) Da sempre appassionato di finanza personale, crescita personale ed innovazioni dirompenti. Ogni settimana condivide la sua esperienza da consulente finanziario sul canale YouTube “Filippo Angeloni”, che con oltre 1.000.000 di visualizzazioni, è tra i canali di Finanza Personale più seguiti in Italia.

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