Luglio 20, 2021 Davide Pasetto

I migliori ETF per investire nell’idrogeno

La lotta contro l’inquinamento, la crescita dell’energia pulita e accessibile, il consumo e la produzione responsabile sono alcuni dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile indetti dall’ONU da raggiungere entro il 2030. Uno degli elementi chiave per arrivare al traguardo è l’utilizzo delle energie rinnovabili.

Tra queste troviamo un elemento molto importante in natura ossia l’idrogeno. Scopriamo insieme in cosa consiste e come sempre trattiamolo sotto una luce differente, quella degli investimenti.

Che cos’è l’idrogeno?

L’idrogeno è l’elemento più leggero e più diffuso in natura, infatti lo troviamo al primo posto nella tavola periodica. L’idrogeno è anche l’elemento chimico più semplice, cioè costituisce l’atomo più piccolo. È costituito da un solo protone al centro che forma il nucleo e da un elettrone che sta attorno al nucleo, questi elementi sono collegati tra loro da un legame elettromagnetico.

Idrogeno

Lo possiamo trovare in natura sottoforma di molecola (H2), nell’acqua (H2O) e nel metano (CH4). Costituisce il 61% degli atomi del nostro corpo e il 13,5% degli atomi sulla terra.

L’idrogeno è un vettore elettrico versatile che può essere prodotto da molte risorse energetiche. Viene infatti classificato con diversi colori in base al tipo di energia che viene utilizzata per essere prodotto:

  • Grigio: prodotto da combustibili fossili che generano C02, anidride carbonica, inquinante per l’ambiente. Attualmente rappresenta il 90% della produzione
  • Blu: prodotto sempre da combustibili fossili, principalmente metano, ma la C02 non viene liberata nell’aria bensì catturata e immagazzinata
  • Verde: estratto dall’acqua attraverso la corrente prodotta da energie rinnovabili (energia idroelettrica, solare, fotovoltaica). Questo processo si chiama elettrolisi, cioè rottura dell’acqua, e separa appunto dall’acqua le molecole di idrogeno da quelle di ossigeno senza generare nessuno scarto.

Ora andiamo a capire perché questo vettore è così importante e perché ha senso investirci.

Perchè investire nell’idrogeno?

L’idrogeno può diventare un fattore chiave nelle strategie energetiche a lungo termine, ma deve migliorare alcuni aspetti:

  • Sviluppo dei settori in cui implementarlo: la raffinazione, la chimica, il ferro e l’acciaio, il trasporto di merci su lunghe distanze, il trasporto di persone, edifici, produzione e stoccaggio di energia
settori idrogeno
Settori in cui si sta sviluppando l’idrogeno
  • Stimolare la domanda di idrogeno pulito
domanda idrogeno
Aumento della domanda dell’idrogeno dal 1975 al 2018
  • Diminuire i costi grazie alle economie di scala e ai fondi pubblici
costo idrogeno
Costo attuale delle diverse forme di energia

Oggi l’idrogeno viene solitamente immagazzinato e consegnato sotto forma di gas compresso o liquido. La maggioranza viene prodotto e consumato in loco (circa l’85%) o trasportato tramite camion o condutture (circa 15%). In futuro l’equilibrio tra queste opzioni potrebbe cambiare. Il trasporto a lunga distanza consentirebbe l’esportazione di idrogeno dalle regioni di produzione a basso costo a quelle ad alto costo.

L’uso dell’idrogeno oggi è dominato dalle applicazioni industriali. I primi quattro usi in forma pura e mista sono: raffinazione del petrolio (33%), produzione di ammoniaca (27%), produzione di metanolo (11%) e produzione di ferro (3%). Praticamente tutto questo idrogeno viene fornito utilizzando combustibili fossili.  La loro crescita futura dipende dall’evoluzione della domanda dei trasporti, dei fertilizzanti nella produzione alimentare e dei materiali da costruzione per edifici.

L’idrogeno è una promessa a lungo termine in molti settori al di là delle applicazioni industriali esistenti. I settori dei trasporti, degli edifici e dell’energia hanno tutti il ​​potenziale per utilizzare l’idrogeno se i costi della produzione e del suo utilizzo si sviluppano favorevolmente rispetto ad altre opzioni. Anche nel settore della navigazione e dell’aviazione l’idrogeno ha opportunità di crescita.

Per esempio per quanto riguarda le auto e i furgoni c’è una diminuzione dei tempi per il rifornimento, meno peso dell’energia immagazzinata e zero emissioni dallo scarico, con un’impronta inquinante inferiore alle batterie a litio usate per le auto elettriche.

Analisi dei migliori ETF sul mercato

1) L&G Hydrogen Economy UCITS ETF USD Acc (HTWO)

Questo primo ETF replica le performance del Solactive Hydrogen Economy Index NTR al cui interno sono presenti aziende internazionali operanti nell’industria dell’idrogeno.

Esposizione geografica:

  • 23% Stati Uniti
  • 13,40% Regno Unito
  • 11,40% Germania
  • 11% Corea del sud

I 3 settori più grandi sono:

  • 59% Industriali
  • 22,10% Material di base
  • 9,80% Beni voluttuari

Informazioni chiave:

  • Dimensione del fondo – 382 milioni
  • Replicazione – Fisica (replica totale)
  • Data di quotazione – 01/02/2021
  • Utilizzo dei proventi – Accumulazione
  • TER – 0,49 % annuo
  • P/E – /
  • Numero Titoli – 32

Le prime 10 posizioni in portafoglio detengono circa il 37%

Portafoglio ETF 1

L’ETF ha un’ottima diversificazione territoriale anche se i titoli al suo interno non sono molti. Presente sul mercato da poco ha già una buona dimensione segno che ha attirato molti investitori.

2) VanEck Vectors Hydrogen Economy UCITS ETF(HDRO)

L’ETF replica il MVIS Global Hydrogen Economy Index che tratta le più grandi e liquide aziende globali che operano nell’economia dell’idrogeno.

Esposizione geografica:

  • 38,70% Stati Uniti
  • 18,10% Regno Unito
  • 10,15% Canada
  • 9% Francia
  • 8,15% Giappone

I settori sono:

  • 67,80% Industriali
  • 32,10% Material di base

Informazioni chiave:

  • Dimensione del fondo – 37 milioni
  • Replicazione – Fisica (replica totale)
  • Data di quotazione – 26/03/2021
  • Utilizzo dei proventi – Accumulazione
  • TER – 0,55 % annuo
  • P/E – /
  • Numero Titoli – 25

Le prime 10 posizioni in portafoglio detengono circa il 78%

Portafoglio ETF 2

L’ETF ha avuto un debutto peggiore del precedente forse perché lanciato solo due mesi dopo. Il suo insuccesso lo si può notare dalla dimensione del fondo che è quasi 1/10. Offre un portafoglio ancora più ridotto dove le prime società hanno un peso molto alto e molto influente a livello di performance. Tra i due quindi è molto più indicato il primo almeno per quanto riguarda una diversificazione interna.

3) Tracker Certificate Open-End su Solactive Hydrogen Top Selection Index (FHYDRO)

Questa volta ho deciso di analizzare anche un certificato perché è il primo strumento finanziario che è andato a replicare un indice sull’idrogeno. Anche in questo caso parliamo del Solactive Hydrogen Economy Index NTR, ma sono stati selezionati solo 15 titoli al suo interno con un conseguente distribuzione differente

Stiamo parlando di un tracker certificate che va a replicare un indice tematico con un paniere ridotto di titoli. È open-end quindi non ha data di scadenza e non presenta effetto leva. Può essere negoziato sulla borsa italiana nel mercato Sedex.

Esposizione geografica:

  • 54,60% Stati Uniti
  • 16,10% Regno Unito
  • 8,20% Italia
  • 6,50% Norvegia

I settori sono:

  • 39,65% Energia
  • 34,95% Industria
  • 25,40% Risorse di base

Informazioni chiave:

  • Controvalore da inizio negoziazioni – 39 milioni
  • Data di quotazione – 07/04/2020
  • TER – 1,20 % annuo
  • P/E – /
  • Numero Titoli – 15

Essendo solo 15 l’immagine rappresenta tutte le posizioni in portafoglio

Portafoglio Certificato

In questo caso dobbiamo parlare di una strategia operativa differente anche se il suo funzionamento è simile a quello di un ETF. I costi di gestioni sono elevati rispetto agli standard di un fondo passivo e il suo controvalore non è così liquido. I suoi vantaggi sono che è sul mercato da più di un anno ed è riuscito a toccare quota 300 (il suo prezzo al momento dell’emissione parte da 100) quindi ha quasi triplicato il suo valore per poi scendere nei mesi successivi.

Analogie e differenze dei prodotti sull’idrogeno

Tutti e 3 gli strumenti analizzati attualmente hanno un P/E nullo perché la media delle società al suo interno non produce ancora utili, ma è comprensibile se si pensa che sono aziende che stanno investendo molto in ricerca e sviluppo.

Essendo troppo recenti non è possibile fare un’analisi sui rendimenti passati. Si può notare però come L’ETF di L&G abbia un costo minore e una dimensione più elevata almeno per il momento, due parametri fondamentali da considerare quando si valuta un acquisto di questo tipo. Sarebbe interessante capire quali azioni all’interno dei panieri abbiano più opportunità di crescita.

Se sei incuriosito da una società in particolare, scrivila nei commenti, così in articoli futuri potremo andare ad analizzarla. Intanto introduco brevemente Plug Power che attualmente è il leader del settore e negli ultimi mesi è stata molto seguita sui mercati.

Plug Power

Plug Power fornisce tecnologie focalizzate alla progettazione, sviluppo, commercializzazione e produzione di sistemi di celle a combustibile a idrogeno. Il segmento di business principale sono le fuel cell che generano energia elettrica attraverso l’idrogeno.

Le applicazioni principali sono destinate al ramo industriale con i prodotti GenDrive, le soluzione di celle a combustibile che servono ad alimentare i carrelli elevatori per la movimentazione dei materiali. Permettono di aumentare la produttiva e allo stesso tempo diminuire i costi ed eliminare le emissioni. Tra gli altri segmenti troviamo anche quello del trasporto riservato soprattutto a mezzi pesanti. Gli altri prodotti sono quelli della catena GenSure, la gamma di generatori di emergenza che fornisce una potenza di backup affidabile in un’ampia gamma di ambienti. Risulta in grado di resistere a condizioni metereologiche molto ostiche. Infine offre a tutti i suoi clienti il servizio GenCare, un programma di manutenzione relativo ai prodotti GenDrive e GenSure.

Dal lato finanziario il suo andamento in borsa è stato simile ad un giro di montagne russe, così come i suoi dati finanziari relativi al fatturato e agli utili. La società è molto volatile e le aspettative su di essa sono state troppo premature rispetto a fatti concreti. Vediamo se in futuro saprà sorprenderci con delle nuove performance degne di nota.

plug power
Andamento sul mercato dell’ultimo anno di Plug Power

Conclusioni

Il settore dell’idrogeno ha ancora molta strada da fare, ma tra le energie rinnovabili è quella che potrebbe performare meglio. La scelta di investimento deve avere un ottica di lungo termine con un profilo di rischio alto. Se non si vuole optare per un trend così mirato si può sempre fare un pensiero sulla New Energy in generale. Se il tema degli ETF ti piace e vuoi un aiuto nel crearti un portafoglio con questo strumento, ti consiglio Aikido Finanziario.

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Davide Pasetto

Laureato in Economia & Commercio. Possiede l' abilitazione per l'iscrizione all'albo OCF (consulenti finanziari). Prossimo all'iscrizione nella sezione consulenti autonomi. In precedenza ha avuto esperienze assicurative presso Generali.

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